L’Aquila- Ponson du Terrail se avesse assistito alla scena che si è materializzata in un’area di servizio autostradale abruzzese, che ha visto come protagonista un ubriaco e una scorta di polizia penitenziaria dedita al trasferimento di un detenuto, ne avrebbe trattato sicuramente spunto per descrivere un altro romanzo dedicato a Rocambole. Ebbene sì, perché davvero rocambolesco è stato l’approccio dato da un trentenne originario di Teramo alla sua azione prodotta nei confronti di un gruppo di poliziotti penitenziari impegnati, così come lo erano, a fare in maniera seria il proprio lavoro traducendo un detenuto dal carcere di Vasto in un altro.
La scena che si è andata presentando agli occhi dei presenti si è davvero divisa tra il serio e il faceto tanto era il divario non solo sociale che c’era tra gli attori protagonisti della vicenda.
Ma veniamo ai fatti.
Il trentenne teramano dopo aver avvistato il furgone della Polizia penitenziaria gli si è affiancato e abbassato il finestrino ha apostrofato i componenti della scorta con surreali epiteti quali: “voi siete dei pezzi di merda,parassiti, etc.”
Questo succedeva fino a quando il caposcorta, dopo aver chiamato il supporto della polizia stradale, sceso dal furgone, si è mostrato al Rocambole di turno con la sua enorme stazza (sembrerebbe che il soprannome del poliziotto sia proprio “Gigante”) e li, come d’incanto,veder interrompere la serie di insulti da parte del teramano.
Da un controllo fatto sullo strano individuo con il precursore alcolblow è emerso che lo stesso era completamente ubriaco.
Allo stesso veniva quindi immediatamente ritirata la patente e denunciato a piede libero.
Tutto è bene ciò che finisce bene eccetto che per l’autista bevitore.
a cura di M.Nardella

















