Milano- A Pavia l’incidente probatorio sulla maxi consulenza genetica sui Dna maschili presenti su alcuni reperti. Il legale di Andrea Sempio: “Contro di lui accanimento senza indizi. E’ una tortura ma lui tiene botta”. Alberto Stasi condannato nel 2015, in via definitiva a 16 anni, per l’omicidio di Chiara Poggi nel 2007, e Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, nuovamente indagato, dopo l’archiviazione di otto anni fa. Due aule di giustizia si occupano del caso in due città diverse, con due diversi procedimenti. Da un lato Milano, dove la sostituta procuratrice generale Valeria Marino ha chiesto il “rigetto” della richiesta della semilibertà avanzata dal condannato definitivo per l’omicidio di Chiara Poggi, a differenza di quanto aveva detto ai cronisti il difensore di Alberto Stasi al termine dell’udienza a porte chiuse davanti al Tribunale di Sorveglianza. Chiesto inoltre dalla Pg un rinvio del procedimento per valutare le “circostanze” della sua ultima intervista a ‘Le Iene’ del 30 marzo, che non è stata autorizzata.
Dall’altro, a Pavia, al via l’incidente probatorio per stabilire se una traccia genetica trovata sotto le unghie della vittima possa essere compatibile con il Dna di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara e già indagato in passato, poi archiviato.
Il giudice si è riservato sulla nomina dei consulenti e di conseguenza anche per la determinazione del quesito e i termini. L’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, all’uscita ha detto che la Procura ha chiesto la ricusazione del genetista forense Emiliano Giardina, che è uscito dal Tribunale prima della fine senza rilasciare dichiarazioni.
Per i pm Valentina De Stefano e l’aggiungo Stefano Civardi il genetista che decifró “Ignoto 1” nel caso di Yara Gambirasio sarebbe incompatibile per aver rilasciato anni fa un’intervista alle Iene sull’inutilizzabilità delle tracce genetiche sulle unghie di Chiara Poggi.















