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mer 27 agosto

Delitto Garlasco: il mistero degli otto suicidi. Alberto Stasi: “Sono fiducioso, voglio che emerga tutta la verità“.

Garlasco- Le ombre inquietanti sull’omicidio Poggi. Dal 2007 a oggi nel comune lombardo si sono registrati otto suicidi. Uno dei ragazzi morti, amico di Sempio, poco prima di togliersi la vita pubblicò un inquietante post sui social: «La verità nessuno mai te la racconterà». Tra le vittime anche un anziano testimone del delitto Poggi, morto in circostanze sospette. Chiara Poggi oggi avrebbe compiuto 44 anni  è morta a soli 26 anni. Sono trascorsi diciotto anni da quella tragica mattina, ma il caso Garlasco continua a produrre inquietudine, sospetti e nuovi interrogativi, molti dei quali tutt’altro che secondari.

Tra gli otto suicidi figura anche quello di Giovanni Ferri, pensionato di 88 anni, trovato cadavere il 23 novembre 2010 in via Mulino, morto dissanguato dopo essersi apparentemente tagliato polsi e gola in uno spazio strettissimo, appena 50 centimetri. Gli stessi carabinieri che si occuparono dell’omicidio Poggi archiviarono rapidamente il caso come suicidio, ma tra le voci in paese circolava con insistenza una teoria ben diversa:Ferri avrebbe visto o sentito qualcosa di cruciale la mattina in cui Chiara fu uccisa.

Una testimonianza, ancora top secret, raccolta recentemente dalla trasmissione televisiva “Le Iene”. Un super testimone avrebbe infatti riferito di aver assistito a un fatto decisivo proprio la mattina del delitto, ma sarebbe stato successivamente messo a tacere quando cercò di raccontare ciò che aveva visto.

Mentre la posizione di Andrea Sempio, già archiviata sette anni fa, torna sotto la lente degli investigatori, emerge un’altra pista che sta prendendo forma dietro le quinte delle indagini principali: quella di una scia drammatica e sinistra di otto suicidi avvenuti in paese, a partire proprio dal 2007, anno dell’omicidio.

Alberto dice tutto a Inside, nello speciale che Le Iene hanno nuovamente dedicato al caso dopo la riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia e l’iscrizione sul registro degli indagati di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, il cui dna sarebbe stato trovato sotto le unghie di Chiara. Una novità che ha provocato in Alberto uno «tsunami di emozioni». E che gli fa dire: «Sono fiducioso, voglio che emerga tutta la verità e che venga alla luce ciò che ancora non è stato scoperto. Non è quest’ultimo periodo a fare la differenza. La prigione, spiega «mi ha tolto anni di vita, anni che non torneranno più. Ma ho imparato a sviluppare risorse interiori. È un po’ come affrontare una malattia: ti capita e devi reagire. La mia forza è la leggerezza della coscienza». Alberto si è sempre protestato innocente.

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