Gianluigi Nuzzi, sul giornale di Torino (la stampa) spiega che gli inquirenti stanno rileggendo tutti i verbali delle dichiarazioni del giovane Sempio, amico di Marco Poggi, fratello minore di Chiara, e dei suoi genitori. In particolare, su quando nella propria auto i Sempio trovarono lo scontrino che per la difesa del ragazzo lo colloca a Vigevano, lontano dalla villa dei Poggi al momento dell’omicidio. Si sa che in una intercettazione tra Andrea e Giuseppe Sempio, il primo si lamentava con il secondo di aver dato una versione diversa dalla sua. Andrea aveva affermato che il recupero era saltato fuori dopo la prima deposizione mentre Giuseppe sostiene un momento successivo. Il ragazzo si lamenta con il padre per aver «cannato». E qui sorge un altro dubbio, che preoccupa. Secondo quanto rileva Nuzzi dall’intercettazione sembra che Andrea già conosca il contenuto della deposizione del padre: chi glielo aveva detto? Sulle mani di Chiara Poggi sarebbero stati campionati due Dna maschili. E nessuno di questi apparterrebbe al fidanzato, Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio, con cui la ventiseienne aveva trascorso la serata. Dopo un esposto della difesa di Stasi, un consulente della procura di Pavia ha confermato che quel Dna potrebbe esser compatibile con quello di Andrea Sempio. E così per ottenere la riapertura del fascicolo, già archiviato sull’amico del fratello della vittima, i pm hanno fatto ricorso fino in Cassazione. La Suprema Corte ha dato il via libera e Sempio è stato «obbligato» dal gip al prelievo del Dna, facendo ripartire un inchiesta 18 anni dopo il delitto di Garlasco. Il supertestimone a Le Iene: «Ho deciso di parlare dopo 18 anni, lo faccio solo per Chiara Poggi». La verità rivelata. I primi sono i punti ‘contro’ l’indagato Andrea Sempionell’inchiesta riaperta dalla Procura di Pavia a 17 anni e 7 mesi dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, nonostante la precedente archiviazione del 2017. Gli altri sono gli elementi che, per lo stesso omicidio della 26enne, hanno portato allacondanna definitiva di Alberto Stasi, allora fidanzato della vittima, che sta ormai quasi finendo di scontare i 16 anni di carcere a Bollate. Accuse tutte da provare da una parte, già provate dall’altra. In indagini che formalmente non sono comunque una revisione del procedimento giudiziario a carico di Stasi, perché Sempio è ora indagato sì per lo stesso omicidio, ma con l’ipotesi del ‘concorso’ con altri, al momento ignoti, o con lo stesso Stasi, seppure già giudicato separatamente. Indagini che, trascorso così tanto tempodall’omicidio, necessariamente devono adattarsi alla tipologia di un ‘cold case’, senza molte possibilità di effettuare perizie, ad esempio su materiale biologico conservato.

















