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mer 27 agosto

Delitto Garlasco difesa di Stasi: “in chiavette Usb scomparse i nomi di altri soggetti coinvolti”. L’ex generale Luciano Garofano: “Ora mi vogliono screditare”

Spunta  un vecchio fascicolo del 2013, nato da una “denuncia” depositata sempre della difesa di Alberto Stasi ancora prima che il suo processo finisse con una condanna definitiva nel 2015, tra quelli confluiti nella riapertura dell’inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi del 2007 a Garlasco. Dalla ricostruzione dei pm risulta, infatti, che il 7 febbraio 2024, “previa riapertura”, la Procura riunì due procedimenti, quello noto del 2020 a carico di ignoti, in cui il faro era acceso comunque su Sempio e poi archiviato, e un altro fascicolo del 2013, il cosiddetto “procedimento numero 2” dopo quello del processo a Stasi, che era sempre a ignoti e che era stato archiviato nel 2018. Due fascicoli entrambi riuniti a quello aperto nel 2023, sempre a carico di ignoti, dopo gli atti “di impulso” di nuovo della difesa Stasi.

E dopo che il gip, il 23 gennaio scorso, autorizzò i pm a riaprire l’inchiesta su Sempio, quella che era già stata archiviata nel 2017, l’ultimo fascicolo del 2023, che conteneva pure gli altri due, compreso quello di 12 anni fa, si trasformò di fatto, sempre con una riunione di atti, nella nuova inchiesta a carico di Sempio, che è in corso.

Tra l’altro, sempre da quanto si legge nella memoria, i legali di Stasi oltre a depositare il 27 luglio 2023 l’ormai nota consulenza sul Dna sulle unghie di Chiara confermata da quella dei consulenti dei pm col presunto match con Sempio tra dicembre 2022 e gennaio 2023 fecero avere ai pm “alcuni supporti digitali”, ossia chiavette usb, “aventi ad oggetto il potenziale coinvolgimento di altri soggetti nell’omicidio di Chiara Poggi”.

Gli avvocati di Alberto Stasi si sono opposti alla nomina dell’ex generale Luciano Garofano come genetista consulente della difesa di Andrea Sempio perché, da capo del Ris di Parma, aveva partecipato ai sopralluoghi nella casa di Garlasco dopo l’omicidio di Chiara Poggi. Ma lui chiarisce tutto e precisa: “Sembra che l’obiettivo sia quello di screditarmi a tutti i costi e senza motivo”.

 

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