Provo una rabbia che mi fa impazzire quando penso che tra due anni quell’essere immondo sarà fuori dal carcere e potrà ricominciare una vita nuova, mentre mia figlia non c’è più». Gennaro Rea è il papà di Melania
«L’essere immondo», così Gennaro Rea chiama suo genero, senza nominarlo mai. Ogni anno, ad aprile, ad ogni anniversario della morte di Melania, si rinnova il dolore. «L’essere immondo», così Gennaro Rea chiama suo ex genero. «Questa per la mia famiglia è una settimana particolare. In tanti ci chiamano o ci mandano messaggi affettuosi. Nessuno ha dimenticato Melania. La cosa che mi manda in bestia, però, è pensare che in 14 anni non sia cambiato nulla e che la morte di mia figlia non sia servita. Tutti i giorni leggo di donne uccise da uomini e penso che succeda perché non c’è certezza della pena, perché chi meriterebbe l’ergastolo esce dal carcere dopo pochi anni magari per buona condotta. Quale buona condotta? Chi ha ucciso in modo atroce una donna come ha fatto Parolisi, colpendola davanti alla loro bimba di pochi mesi, deve stare in galera a vita. Questo è un’aspetto che ha tirato fuori il padre di Melania molto importante, perché bisognerebbe inasprire le pene dare l’ergastolo per questi delitti non è rubare una mela.

















