Arriva il bonus mamme. Per richiederlo è necessario essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente a tempo determinato o a tempo indeterminato, o essere una lavoratrice autonoma, iscritta a gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le casse di previdenza professionali e la gestione separata Inps. Sono escluse, per esplicita previsione normativa, le lavoratrici del comparto domestico: quelle censite dall’Inps sono ben 726.589 (con una netta prevalenza di donne straniere: gli addetti di nazionalità italiana rappresentano il 31% del settore). Inoltre è necessario essere madri di due figli, con il più piccolo di età non superiore a 10 anni, oppure di tre o più figli, con il minore sotto 18 anni. Infine, è previsto un requisito economico: la somma dei redditi da lavoro rilevanti per calcolare le imposte del 2025 non deve superare 40mila euro.
Bonus Anziani invece, per il secondo anno di sperimentazione prevede un raddoppio della soglia ISEE, che passerebbe dagli attuali 6.000 euro a 12.000 euro a partire dal 1° gennaio 2026. Questa modifica sostanziale rappresenterebbe una vera e propria svolta per l’accessibilità della prestazione, permettendo a un numero significativamente maggiore di anziani in difficoltà di rientrare nei parametri e ottenere il sostegno economico previsto. L’ampliamento della platea dei beneficiari risponderebbe finalmente all’obiettivo originario della misura: garantire un’assistenza dignitosa agli over 80 con le maggiori fragilità.

















