Cagliari- Secondo quanto emerso dal lavoro investigativo, l’uomo avrebbe ucciso la moglie, Francesca Deidda, nascosto il suo cadavere e per settimane si sarebbe sostituito a lei rispondendo ai messaggi preoccupati di amici e parenti, arrivando anche a inviare al suo datore di lavoro una mail in cui la donna comunicava il suo licenziamento. Una serie di stratagemmi attuati da Sollai nel tentativo di nascondere il delitto, dicono gli inquirenti. Ma le sue dichiarazioni, rese ai carabinieri della compagnia di Iglesias dopo la formale denuncia di scomparsa presentata dal fratello della donna e da una sua collega di lavoro, non hanno per nulla convinto. E i familiari di Francesca non hanno mai smesso di cercarla, dando così nuovo impulso alle indagini, culminate con il fermo del marito. Difeso dagli avvocati Laura Pirarba e Carlo Demurtas, l’uomo finora si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma i suoi legali chiariscono: “Si è dichiarato innocente ed estraneo ai fatti”.
E’ stato accertato che l’uomo era in possesso del cellulare di Francesca – il telefonino non è mai stato trovato – e che lo aveva usato, sempre secondo i carabinieri, “per sostituirsi a lei e mantenerla in vita agli occhi di amici e parenti, nel tentativo di convincere tutti che la sua sparizione fosse stata volontaria e collegata alla fine della relazione sentimentale”.
Un traffico di “messaggi con amici e parenti della donna, negando loro, con scuse sempre differenti, la possibilità di parlarsi direttamente al telefono”, fino ad arrivare a spedire al datore di lavoro della moglie, che lavorava nel call center di una società finanziaria, una mail in cui lei annunciava il licenziamento. Ma nessuno in famiglia e tra i colleghi di Francesca ha creduto a quei messaggi di risposta, sempre laconici e sfuggenti, e nemmeno al ‘periodo di riflessione’ che lei si sarebbe presa forse in previsione di una separazione.















