Sulmona (AQ)- Altra gravissima aggressione oggi ci sarebbe stata al carcere di Sulmona. Le notizie giungono frammentarie ma sembra che a farne le spese sia un giovane poliziotto di stanza al carcere cittadino.
Nulla di particolarmente allarmante, ci sembra opportuno rimarcarlo, ma resta il fatto che la situazione è questa e non va sottaciuta.
Malgrado sia stato quasi strangolato a luglio dallo stesso detenuto l’impavido poliziotto avrebbe così continuato a svolgere il suo servizio nello stesso reparto dove risulterebbe essere allocato il violento ristretto. Ironia della sorte ha voluto che anche oggi, per evitare che il riottoso detenuto continuasse a fare il ribelle come ha dimostrato di essere da quando è arrivato in terra Peligna, sarebbe stato preso a calci e pugni.
Il fatto sarebbe accaduto nel primo pomeriggio.
Al momento è sotto le cure dei sanitari al pronto soccorso ma non sembra ci siano motivi di preoccupazione.
Fortuna ha voluto che una ginocchiata tesa a colpire violentemente l’agente sarebbe stata schivata e solo l’intervento di un altro collega è riuscito ad evitare di scrivere una pagina più nera di quella che già è.
“Mi chiedo dov’è l’amministrazione che avrebbe l’onere di trasferire i detenuti che si macchiano di gravissimi atti come questo e non procede in tal senso?
Il fatto che il detenuto sia sottoposto al regime particolare del 14 bis non può e non deve essere accettata come scusante secondo il Cnpp-Spp.
Il detenuto va trasferito lontanissimo e anche immediatamente.
Invitiamo ancora una volta quindi l’amministrazione a prendere urgentissimi provvedimenti e prima che sia troppo tardi. Al collega aggredito il nostro augurio di pronta guarigione”
Il segretario nazionale Cnpp-Spp
Mauro Nardella

















